
IN 5 MINUTI. Conversazione con Paolo Maggi, Presidente e Managing Director di Tetra Pak South Europe
Competere oggi significa saper guardare oltre i confini della propria organizzazione. In un contesto segnato da incertezza, evoluzione delle aspettative dei consumatori e crescente attenzione alla sostenibilità, creare valore richiede la capacità di fare sistema e di collaborare lungo tutta la filiera. Ma quali sono le leve su cui costruire un'impresa capace di affrontare il futuro? Cultura, processi e leadership sono i tre pilastri indicati da Paolo Maggi, Presidente e Managing Director di Tetra Pak South Europe, protagonista del nuovo appuntamento della rubrica #In5Minuti.
Tetra Pak ha fatto della sostenibilità uno dei propri tratti distintivi. Da dove nasce questo approccio?
Per noi la sostenibilità non è un tema recente. È parte della nostra identità da molti anni ed è racchiusa anche nel nostro purpose, Protects what's good. Quel "good" non riguarda soltanto il prodotto contenuto nelle confezioni, ma anche le persone che lo consumano, le risorse naturali e l'utilizzo di materiali rinnovabili. È un approccio che guida le nostre scelte lungo tutta la catena del valore.
Cosa significa, concretamente, adottare una visione sistemica della sostenibilità?
Significa non limitarsi al prodotto finale. La sostenibilità deve essere pensata fin dalla selezione delle materie prime, proseguire nella progettazione del packaging e arrivare alla distribuzione.
Negli anni abbiamo imparato che i cambiamenti più significativi si costruiscono insieme e oggi più che mai ascoltare clienti, distributori, consumatori e tutti gli attori della filiera è fondamentale. Solo così si costruiscono soluzioni realmente sostenibili.
Perché oggi parlare di sostenibilità significa necessariamente parlare di filiera?
Perché nessuna azienda può affrontare questa sfida da sola. Credo sia importante considerare la sostenibilità come un'opportunità, oltre che come una responsabilità. Operando nella filiera agroalimentare sappiamo di essere parte di un sistema complesso e, in parte, anche delle criticità che lo caratterizzano. Proprio per questo abbiamo il dovere di sviluppare soluzioni che generino valore non solo per noi, ma anche per tutti i partner con cui collaboriamo. La sostenibilità è un investimento continuo, non un progetto con una data di inizio e una di fine.
Se dovesse indicare tre leve su cui costruire l'impresa del futuro, quali sceglierebbe?
Sceglierei queste tre: cultura, processi e leadership.
Una cultura forte crea coesione e orienta i comportamenti. Processi flessibili permettono di adattarsi rapidamente ai cambiamenti. Una leadership credibile, infine, dà fiducia alle persone e accompagna l'organizzazione nelle trasformazioni. È l'equilibrio tra questi tre elementi che rende un'azienda più strutturata e pronta per affrontare il futuro.
Partiamo dalla cultura. Perché rappresenta il primo pilastro?
Perché è la base su cui si costruiscono tutti gli altri elementi dell'organizzazione. Per me la cultura sono le persone, sono loro a dare concretezza ai valori aziendali e a trasformarli in comportamenti quotidiani. E processi e strategie non esistono senza le persone che li attuano.
Ho la fortuna di lavorare in un'azienda presente in 160 Paesi e, ovunque ci si trovi, si percepiscono gli stessi valori: trasparenza, rispetto ed equità. È questa coerenza culturale che ci permette di affrontare il cambiamento con una direzione comune. Per questo investire sulle persone significa investire nella resilienza dell'organizzazione nel lungo periodo.
E sul fronte dei processi, cosa è cambiato rispetto al passato?
In un'organizzazione globale come la nostra i processi sono indispensabili e non possono essere gli stessi di dieci o vent'anni fa. Devono essere agili, adattabili e capaci di evolvere insieme al contesto. Oggi la capacità di rivedere continuamente il modo di lavorare, innovare e anticipare i cambiamenti è fondamentale.
Di cosa hanno bisogno le imprese per guardare al futuro con maggiore ottimismo?
Oggi le imprese si trovano a operare in un contesto segnato da incertezza e rapidi cambiamenti. Per questo, tra le esigenze che emergono più frequentemente dal confronto con i nostri partner, c'è quella di avere punti di riferimento chiari per orientare scelte e investimenti. In quest'ottica, la sostenibilità organizzativa non è solo una responsabilità, ma uno strumento concreto per creare valore, rafforzare la resilienza aziendale e supportare decisioni più consapevoli.
Infine, il tema della leadership. Perché oggi è così centrale?
Recentemente ho letto un dato che mi ha colpito: secondo una ricerca pubblicata dalla Harvard Business Review Italia, il 60% degli italiani si aspetta di più dal proprio datore di lavoro che dai propri governanti. È un dato che responsabilizza profondamente chi guida un'organizzazione. La leadership non consiste soltanto nel prendere decisioni, ma nel creare fiducia, dare una direzione e costruire un contesto nel quale le persone possano lavorare con consapevolezza e responsabilità. Le aziende che sapranno interpretare questo ruolo avranno sicuramente un vantaggio competitivo.



