Foto di Fabiana Verde con il microfono in mano
29 Giugno 2026

IN 5 MINUTI. Conversazione con Fabiana Verde, Senior HR Business Partner Integrated Supply Chain & Head of Industrial Relations di Birra Peroni

Le organizzazioni cambiano continuamente: evolvono i mercati, si trasformano i processi, mutano le aspettative di clienti e collaboratori. In questo quadro, la sfida non è soltanto adattarsi, ma farlo mantenendo coerenza tra ciò che un'azienda è e ciò che vuole diventare. Ne abbiamo parlato in questo episodio della rubrica #In5minuti con Fabiana Verde, Senior HR Business Partner Integrated Supply Chain & Head of Industrial Relations di Birra Peroni, che ci ha raccontato come purpose, cultura organizzativa e coinvolgimento delle persone possano diventare strumenti concreti per accompagnare il cambiamento.

Le organizzazioni affrontano ogni giorno la complessità. Come si fa a preservare una strategia di lungo periodo mentre si deve manovrare giorno per giorno in base allo scenario?

Uno degli elementi più importanti è avere un purpose – una ragion d’essere - chiaro e condiviso. Nei momenti di trasformazione, le aziende hanno bisogno di una bussola che aiuti a orientare decisioni, comportamenti e priorità.

Per un'azienda come Birra Peroni, che ha una lunga storia alle spalle e che dal 2016 fa parte di un gruppo internazionale, questo significa riuscire a tenere insieme due dimensioni: valorizzare la propria identità e, allo stesso tempo, continuare a evolvere. Per questo abbiamo identificato un purpose che rappresenta il nostro punto di riferimento anche nei contesti più dinamici e complessi: "Creating Meaningful Connections", ovvero creare connessioni di valore.

Cosa significa concretamente “creare connessioni di valore”?

Significa mettere al centro le relazioni. Naturalmente questo concetto è legato anche al nostro prodotto, ma va ben oltre. Riguarda le persone che lavorano in azienda, i clienti, i partner, i fornitori e tutti gli stakeholder con cui entriamo in contatto. È un principio che orienta il nostro modo di lavorare e che ci ricorda costantemente l'importanza della relazione come elemento generatore di valore.

Come si mantiene viva una cultura aziendale in un'organizzazione che evolve continuamente?

La cultura non è qualcosa di statico. È fatta di azioni, comportamenti e modalità di relazione che mettiamo in pratica ogni giorno. I valori e il purpose rappresentano ciò che rimane fermo, ma il modo in cui li traduciamo nella quotidianità deve necessariamente evolvere. La cultura è viva proprio perché si adatta al contesto, si confronta con l'esterno e ricerca continuamente il miglioramento. Anche il modo in cui comunichiamo e collaboriamo contribuisce a costruirla e a trasformarla nel tempo.

Quanto conta l'ascolto delle persone in questo processo?

Conta moltissimo. Uno degli strumenti su cui investiamo maggiormente è la nostra Engagement Survey annuale. Nel tempo abbiamo lavorato affinché non fosse semplicemente una raccolta di feedback, ma un vero strumento di dialogo. Per noi è importante restituire alle persone ciò che emerge dall'indagine, condividere i risultati e spiegare in modo trasparente quali azioni verranno intraprese e quali, eventualmente, non possono essere realizzate nell'immediato.

Come si gestisce concretamente un cambiamento organizzativo?

La prima cosa è avere una visione chiara dell'obiettivo finale utilizzando un concetto molto chiaro: la picture of success. Significa definire in modo preciso come immaginiamo il successo del progetto, quali risultati ci aspettiamo e quale valore vogliamo creare. Solo dopo aver chiarito questa visione si può lavorare sul processo necessario per raggiungerla.

Che ruolo hanno le persone nei processi di cambiamento?

Il cambiamento non può essere progettato solo a livello organizzativo: deve essere costruito insieme alle persone che lo vivranno ogni giorno. Ogni trasformazione richiede coinvolgimento, chiarezza e ascolto. Per questo è fondamentale spiegare il perché delle scelte e rendere tutti partecipi della direzione che si vuole intraprendere.

Nella pratica, siete riusciti ad applicare questa modalità partecipativa nei vostri processi di cambiamento?

Un caso significativo riguarda il nostro team di customer service. Per migliorare l’esperienza del cliente abbiamo ripensato ruoli e responsabilità, distinguendo in modo più chiaro la gestione della relazione commerciale da quella dei processi operativi.

Il cambiamento non è stato imposto dall’alto, ma costruito insieme alle persone, attraverso un percorso collaborativo che ha permesso di analizzare le esigenze dei clienti, individuare le principali criticità e definire nuove modalità di lavoro. Abbiamo adottato un approccio agile, basato su sperimentazione, ascolto dei feedback e miglioramento continuo.

Questo approccio ha prodotto risultati misurabili?

Sì, e uno dei riscontri più significativi è arrivato dall'Advantage Group Survey: in un anno siamo passati dal terzo al secondo posto per quanto riguarda il settore degli alcolici, ottenendo risultati particolarmente positivi su aspetti come trasparenza, comunicazione e partnership. È un riconoscimento che ci rende orgogliosi perché conferma il valore del percorso intrapreso e che dobbiamo continuare a percorrere per migliorarci sempre di più. Dietro quel risultato non c'è soltanto una revisione dei processi, ma soprattutto un lavoro di co-creazione, dialogo e condivisione di competenze tra funzioni diverse dell'organizzazione.

Qual è l'insegnamento più importante che avete tratto da questi percorsi?

Che le organizzazioni affrontano meglio l'incertezza quando hanno una direzione chiara. Il purpose aiuta a mantenere il focus, ma sono le persone, attraverso il confronto, il coinvolgimento e la capacità di adattarsi, a trasformare quella visione in realtà. In fondo, costruire connessioni di valore significa proprio questo: creare un contesto in cui le persone possano contribuire al cambiamento sentendosi parte di un progetto comune.

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